ventitreesima edizione

2) L'Annuario

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L'altro profilo dell'Etna

 

pagine a cura di Gaetano Guidotto

(in collaborazione con l'Ufficio P.R. editoriale)

Il sindaco Salvatore Leanza

Bronte è uno dei Comuni più operosi dell’intero versante nord dell’Etna. “Per questo amministrarlo vuol dire impegno, dedizione e soprattutto considerazione per la sua gente e le attività produttive - dice esplicitamente il sindaco Salvatore Leanza (nella foto) -. Di conseguenza l’attività amministrativa fin qui svolta ci ha visto riorganizzare il Comune, nominando il Segretario Generale (nella persona del Dott. Francesco Majorana) e il Direttore Generale (nella persona dell’Avv. Angela Vecchio) per far funzonare alla massima velocità la “macchina” burocratica del Comune e dedicarci a rispettare gli impegni presi con la Città. Ed in un anno e mezzo di amministrazione abbiamo avviato numerosi progetti”.
“All’approvazione del Bilancio 2003 - continua Leanza - è seguita l’adozione del Piano delle Opere Pubbliche per il triennio 2003/2005 che è stato predisposto dalla Giunta municipale e che il Consiglio comunale ha approvato operando soltanto alcune variazioni sulle priorità delle singole opere pubbliche. Nel Piano sono contenute tutta una serie di iniziative che riguardano la realizzazione di opere per le quali oltre che gli interventi finanziari sul bilancio comunale o sul bilancio regionale o mediante risorse comunitarie è prevista una notevole partecipazione dell’imprenditoria privata attraverso il sistema del project financing, meglio inteso come concessione di costruzione e gestione di un’opera pubblica”.
Nel piano triennale delle opere pubbliche si tiene conto pure della costituzione di una Società & Trasformazione Urbana (S.T.U.) tra il Comune di Bronte e l’Istituto Case Popolari di Catania cui, sulla base di uno studio di prefattibifità presentato dal Comune di Bronte alla Cassa Depositi e Prestiti, è stato assegnato un finanziamento di 199 mila euro”.
“Abbiamo intrapreso la strada per valorizzare il patrimonio monumentale ed artistico del nostro paese - dice ancora il Sindaco -. Basti pensare al Castello Nelson ed al Collegio Capizzi che siamo convinti possono rappresentare un punto di riferimento per il turismo rurale, escursionistico e naturalistico di tutto il territorio comunale, compreso tra i due Parchi, quello dell’Etna e quello dei Nebrodi. Oltre a ciò il Real Collegio Capizzi nei prossimi mesi ospiterà la Pinacoteca e concorrerà a valorizzare il centro storico di Bronte.

Il Campanile Chiesa Madre

Particolare attenzione è stata rivolta allo sviluppo delle attività produttive, studiando il potenziamento dell’area artigianale-industriale, (una delle più estese della Sicilia), per favorire lo spostamento di alcune attività commerciali dal centro storico all’esterno dell’abitato, allocando su un’ampia area estesa, di proprietà comunale, una serie di iniziative commerciali e di gestione del tempo libero al servizio anche del comprensorio dei Comuni vicini a Bronte. Oltre a ciò intendiamo intervenire per recuperare le aree degradate della periferia a nord ed a valle del centro abitato dove insistono numerosi insediamenti abitativi di tipo economico e popolare”.
L’approvazione del Piano Triennale delle opere pubbliche ed i contenuti dello studio di fattibilità per la costituzione della S.T.U. dovranno essere recepiti nella stesura del Piano regolatore generale, per la cui redazione è stata predisposta un’aggiornata relazione tecnica in modo da consentire al progettista incaricato di avere quelle indicazioni necessarie per l’aggiornamento e la definizione del P.r.g. che sia espressione di una moderna programmazione urbanistica ed economica del territorio urbano ed extraurbano del Comune di Bronte. Il Consiglio comunale, al quale il P.r.g. è stato trasmesso per la verifica delle possibili incompatibilità dei Consiglieri comunali, sarà messo in grado entro l’anno di esaminare compiutamente lo strumento urbanistico per la cui redazione è anche stato intrapreso un censimento delle costruzioni disabitate e fatiscenti del centro storico in modo da recuperare la cubatura necessaria a consentire la possibilità di nuove edificazioni a fronte di una diminuzione della popolazione residente a Bronte.
Ma quelli elencati sono solo una parte di un’intensa attività amministrativa che non ha trascurato le attività ludiche e culturali. L’estate 2003 sarà, infatti, certamente ricordata perché densa di avvenimenti che certamente resteranno impressi nel ricordo della comunità brontese.
La celebrazione del quattrocentosessantesimo anno dell’arrivo a Bronte della prestigiosa statua opera del Gaggini raffigurante la Madonna Maria SS. Annunziata è stata l’occasione non soltanto per festeggiare in modo solenne la ricorrenza religiosa ma anche per ospitare a Bronte molti concittadini che in cerca di lavoro si sono dovuti allontanare nel corso del secolo scorso dalla città natale alla quale però sono rimasti legati da vincoli affettivi e sentimentali.
La lunga estate brontese nel corso della quale sono state organizzate numerose manifestazioni culturali, teatrali, sportive, musicali ed artistiche, ha comportato momenti di svago e di intrattenimento molto apprezzati in special modo dai numerosi concittadini che hanno trascorso le ferie a Bronte.
Anche la Sagra del pistacchio, giunta alla quattordicesima edizione e che quest’anno è stata estesa alla promozione dei prodotti tipici dell’Etna, è stato l’appuntamento che, sebbene contraddistinto da forti turbolenze atmosferiche, ha consentito che la città di Bronte diventasse per alcuni giorni il riferimento di iniziative giornalistiche e mediatiche. Basti pensare all’arrivo di qualificati giornalisti italiani e stranieri che hanno scritto ed approntato reportage televisivi su Bronte e dintorni.
Anche la presentazione presso il Castello Nelson della mostra sui Mille anni della carta in Sicilia è stato un evento significativo per l’avvenuto connubio tra una tradizione storica di alto significato culturale e la promozione del prodotto tipico brontese, il pistacchio, che così come la carta è stato introdotto in Sicilia dagli Arabi.
L’Estate appena trascorsa sarà anche ricordata perché nel mese di luglio è stato reperito, a seguito dello scavo di un secondo pozzo nella Contrada Musa, un consistente quantitativo di acqua che immediatamente è stato immesso nelle condotte cittadine per contribuire in modo decisivo - trattandosi di altri 30 litri al secondo di acqua - al superamento della grave carenza dell’approvvigionamento idrico-potabile dell’abitato. Sono stati così premiati gli sforzi operati dalla Amministrazione comunale che sta impegnandosi anche per la diminuzione delle numerose dispersioni e perdite che si registrano nelle condotte idriche interne e che, attraverso una serie di interventi mirati, saranno gradatamente migliorate o sostituite.
Su questo e su altri argomenti che interessano molto la comunità brontese sarà attenta e vigile l’azione amministrativa, in modo da rendere visibile e concreta l’attività del Sindaco e della Giunta municipale.

VIAGGIO TRA TORTUOSE LAVE SECOLARI

 

Turisti a Bronte

Per il turista in visita in Sicilia recarsi a Bronte, vuol dire incontrare un cucina particolare, tante tradizioni ed il fascino della storia di un popolo che affonda le sue radici nel passato. Situato sul versante nord-ovest dell’Etna a 54 chilometri da Catania, Bronte, denominata città della Cultura e del Pistacchio, si estende su un territorio che passa dai 600 ai 900 metri sul livello del mare, ed è raggiungibile da Catania attraverso le Strade statali che costeggiano il versante occidentale dell’Etna, mentre dalla costa ionica attraverso la S.S.120 fino a Randazzo, per poi imboccare la S.S. 284 fino alle porte della Città del Pistacchio e della Cultura. Ma è possibile arrivare a Bronte anche attraversando le irte e tortuose lave secolari spezzate solo dalla linea ferrata della Ferrovia Circumetnea, che con il suo antico sbuffare da Catania ti porta fino al centro di Bronte.

PATRIMONIO AMBIENTALE
Situato nel versante nord dell’Etna, Bronte con il suo vastissimo territorio di oltre 25.000 ettari di terreno, contribuisce in maniera massiccia alla salvaguardia dell’ambiente siciliano. Ricadendo fra i Parchi dell’Etna e dei Nebrodi, ha conservato la sua terra permettendo all’amante della natura di trovare boschi, prati e paesaggi intatti, dove nessun rumore filtra se non quelli della stessa natura. Diversi, chiaramente, sono i paesaggi dei due parchi. Nel parco dell’Etna, di grande interesse, sono le escursioni alle colate laviche del 1651, il sentiero Casermetta di Piana delle Ginestre, il monte Tre Frati, Casa Zampini, Monte Minardo e la visita alla Grotta del Collegio o della Neve. Da Monte Nunziata verso Punta Lucia le pendici di lava regalano piccole isole di alberi di faggio e pino laricio. L’escursionista potrà osservare anche il volo imponente dell’Aquila reale o di altri esemplari faunistici, come la volpe, la donnola, il coniglio, la lepre e l’istrice.
Meno irto il territorio del parco dei Nebrodi. Qui le faggete e le sugherete la fanno da padrone, adombrando veri e propri angoli di macchia mediterranea. Anche in quest’area, nei boschi, si possono incontrare animali tipici come il gatto selvatico, la martora, la donnola, l’istrice, il ghiro, la volpe e il coniglio, l’aquila reale, lo sparviero, la poiana e il falco pellegrino. Nelle faggete vive anche il satiro del faggio, una farfalla che si mimetizza fra i tronchi degli alberi.
Una gita in primavera insomma è consigliabile, magari nel periodo pasquale, quando si può programmare una gita di più giorni, dedicando il venerdì santo per partecipare alla bellissima processione.

LE TRADIZIONI
A Bronte dogma e tradizione si fondono per celebrare la morte di Gesù sulla croce e la sua resurrezione, con i vari momenti della lunga sofferenza di Cristo che vengono ricordati nella processione del Venerdì Santo che si snoda per le vie del paese. Questa è coronata da sacre rappresentazioni dove personaggi vivi portano gli strumenti della passione e rappresentano Cristo nei vari momenti: incatenato tra i Giudei, o che porta la croce guardato dai soldati romani. A ciò si aggiungono gli altri misteri rappresentati dalle statue, come quella del Cristo alla colonna portato in braccia da fedeli scalzi, o come quella del Cristo crocifisso. Per finire l’Addolorata che segue il corteo dal fondo, fino all’arrivo alla chiesa madre dove incontra tutte le scene della passione, infondendo suggestione e un grandissimo sentimento religioso. Questa processione si tramanda da secoli e si celebra da generazioni. Non c’è pioggia o cattivo tempo che possa fermarla, a dimostrazione che il sentimento religioso, qui all’ombra del grande vulcano Etna, è sicuramente più forte di qualsiasi cosa.
Tradizione religiosa altrettanto sentita dai brontesi è la festa della Madonna Annunziata, cui la città è particolarmente devota per averla salvata dalla lava dell’Etna per ben tre volte, nel 1763, nel 1832 e nel 1843. La statua della Madonna, infatti, viene portata nel mese di agosto in processione lungo le vie cittadine trainata da due grossissimi buoi, come vuole la tradizione. Anche qui storia e leggenda si fondono creando una grande suggestione.

I MONUMENTI
Sono tanti i monumenti che abbelliscono Bronte dal punto di vista storico ed architettonico, ma su tutti due meritano la citazione. Parliamo naturalmente del Castello Nelson e del Real Collegio Capizzi, la cui storia rischia di affascinarci al punto che ci spinge a recarci nei posti incantevoli descritti nei volumi degli studiosi.
Cominciamo con il Castello Nelson, con gli storici che fanno iniziare la storia dell’antico maniero nel 1040, quando il generale bizantino Giorgio Maniace, vincitore di una battaglia contro i Saraceni, per devozione lasciò nel luogo dello scontro un’icona della Madonna. I fedeli conservarono quell’icona in una chiesetta costruita per l’occasione e alla quale diedero il nome di S. Maria, poi inglobata nel convento affidato ai padri benedettini. Successivamente vi dimorarono i Basiliani, ma nel XIX secolo divenne dimora residenziale dall’ammiraglio inglese Horatio Nelson.
Visitare il castello vuol dire poter ammirare numerosi oggetti d’arte. Vi sono quadri e stampe, lettere autografe, medaglie, piani di battaglie navali e ordini militari. Si possono poi ammirare gli ambienti, le cassapanche di pregevole fattura e reperti archeologici. Attraversare le mura del castello, inoltre, vuol dire tuffarsi in una storia che ci ha lasciato una grande testimonianza architettonica.
Ma se il Castello di Nelson si trova lontano alcuni chilometri da Bronte, il centro abitato è dominato dal Real Collegio Capizzi frutto dei sacrifici e dall’attenzione alla didattica del Venerabile Ignazio Capizzi. Fu fondato nel 1774 e chiunque ne parli, descrive uno dei centri culturali e formativi più importanti dell’isola. Sorse durante il regno di Ferdinando III di Sicilia e IV di Napoli, cioè quando Napoli viveva un periodo di risveglio culturale, permeato da idee illuministiche. Oggi il Collegio Capizzi è sede della biblioteca borbonica con l’archivio di storia patria. Un patrimonio impreziosito delle opere letterarie originarie dell’illustre Spedalieri e di atlanti geografici di rara bellezza per fattura artistica e conoscenze fisico-politiche del ’600 e del ’700”.


IL DOLCE, LA CUCINA E LA SAGRA

 

Venire a Bronte senza assaggiare la bontà della sua cucina al “Verde pistacchio” è un peccato che il palato non può compiere. La genuinità dei suoi prodotti e la bontà dei suoi piatti fanno sì che Bronte vanti tradizioni culinarie da grande attrattiva turistica. Tanto per iniziare il pistacchio non è solo sinonimo di dolci, anche se la fanno da padrone con paste, torte e gelati, ma nutriente condimento per i primi piatti, resi ancor più gustosi con il prezioso frutto dell’Etna.
Il momento migliore per soddisfare la gola, dell’intero mondo al pistacchio, naturalmente, è la “Sagra del pistacchio”, che ogni anno nel mese di ottobre vede la cittadina etnea trasformarsi in una grande vetrina di cose buone. Si svolge in alcune vie e piazze del centro storico, dove vengono realizzate alcune ambientazioni tipiche dell’antica civiltà contadina. La raccolta del pistacchio, infatti, fra nervose lave etnee si effettua ancora come un tempo e questo rende anch’essa affascinante e suggestiva.