ventitreesima edizione

2) L'Annuario

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Sulla strada della ricostruzione

 

pagine a cura di Orazio Vecchio

(in collaborazione con l'Ufficio P.R. editoriale)

Il sindaco Felice Stagnitta

Ruspe e mountain bike, caterpillar e jeep, sopralluoghi e passeggiate, operai e turisti. Sono questi i binomi nei quali si sintetizza l’attuale momento di Linguaglossa, divisa fra gli interventi di ricostruzione cominciati con la realizzazione della Mareneve ed un turismo che non si è fermato. E che testimonia, anzi, l’attrattività di Etna nord, anche in mancanza di quei servizi che la distruttiva eruzione di un anno fa ha portato via.
Così capita che, fra i mezzi pesanti all’opera sulla colata, in alcuni tratti ancora calda, per la realizzazione della strada di collegamento a Piano Provenzana, si incontrino turisti a piedi, in fuoristrada, in bicicletta. Sono di certo attirati da uno scenario per certi versi avvilente, per altri estremamente affascinante. Evidentemente unico. Tanto che i tour operator continuano ad inserire la “montagna” di Linguaglossa fra gli itinerari privilegiati. D’altronde, a valle c’è un caratteristico tessuto urbano, contornato da aziende vitivinicole ed agrituristiche, che si conferma destinazione sempre più frequentata dai visitatori.
Nondimeno, la “solita” vita turistica non si è fermata: i ristoranti ed i rifugi, fino a quota 1.600, sono aperti ed operosi; i flussi sono ridotti, ma gli speciali mezzi per le escursioni salgono fin oltre Piano Provenzana, proprio a ridosso dell’area aperta quel 27 ottobre 2002, trasportando turisti incuriositi ed estasiati. Ora ci sono anche i “quad”, i quadricicli fuoristrada, ad offrire un’alternativa per visitare i luoghi del vulcano. Perché, se non c’è più (e non c’è ancora, di nuovo) Piano Provenzana con i suoi servizi, c’è un teatro naturale inimitabile.

Lavori sulla Mareneve-Piano Provenzana

Al filo ancora mai spezzato si lega il futuro non della sola Linguaglossa ma, con essa, dell’intero hinterland. “Sappiamo che la ricostruzione della stazione turistica di Etna Nord - sostiene il sindaco, Felice Stagnitta - rappresenta un obiettivo condiviso da un territorio esteso. Per questo siamo in tanti, non solo al Comune di Linguaglossa, impegnati alacremente a lavorare per il suo raggiungimento. Un passo in questa direzione è la realizzazione della nuova strada di collegamento a Piano Provenzana, i cui lavori disposti dal Comune procedono a buon ritmo, nonostante le condizioni atomsferiche a volte proibitive e le difficoltà dovute ad alcuni tratti di durissima roccia lavica”. Grazie alla celerità con cui si stanno eseguendo i lavori, si spera che entro l’incipiente stagione invernale si possa ritornare a salire in quota. In tal caso, si potrebbero nuovamente utilizzare i due impianti di risalita che la Stel sta provvedendo a ripristinare. Si tratta delle prime concrete opere di ricostruzione, il cui piano complessivo prevede la realizzazione di numerosi interventi.
La strada è tracciata. Bisogna percorrerla interamente, per restituire agli operatori, ai cittadini ed ai turisti un patrimonio che è di tutti.

MA LE ESCURSIONI PROSEGUONO

 

Sopra Linguaglossa e sotto i Mezzi della Star

Dove il disastro diventa spettacolo. Amaro, ma affascinante. Le escursioni a bordo dei mezzi della Star, sospesi per diveri mesi, dall’estate scorsa sono riprese. In un tragitto di circa un’ora, ai turisti è ora offerta la possibilità di visitare la colata del 2002 e, fino a quota 1.800, lo scenario dell’eruzione. Interrotta la strada asfaltata, infatti, gli speciali mezzi percorrono la pista tracciata in mezzo alla colata. Le guide autorizzate conducono, poi, fino ad osservare i recenti crateri e la grande frattura estesa per oltre un chilometro, in alcuni tratti larga anche venti.

Nonostante il terreno sia stato tempestato di lapilli e bombe vulcaniche, evidenti sugli alberi ormai spogli, la natura ha ripreso a popolare il terreno con le prime vegetazioni: rumex scutatis (“accittunidda”), saponara, astragalo, tanaceto. Segno della volontà, e della possibilità, di una rinascita.

 

 

 

OLTRE L'ETNA, PER UNA VISITA IN CENTRO

 

Il panorama di Linguaglossa con la lava
dell'eruzione del 2002

Se Linguaglossa è rinomata per quanto offre sul suo territorio l’Etna, anche il centro del paese offre angoli turisticamente interessanti. A cominciare dal Convento dei Domenicani, oggi casa per ferie S. Tommaso, fino alla chiesa dell’Immacolata (dove si trova la preziosa custodia in legno di Pietro Bencivinni) con l’annesso altro convento dei Cappuccini (dove sono custodite tele e volumi dal XVI al XVIII secolo).

La Chiesa S. Egidio Abate

La centrale via Roma, strada principale del paese, conduce all’antica chiesa, risalente al XVI sec., di San Francesco di Paola, adiacente al Palazzo municipale. Oltre alla Chiesa Madre dedicata alla Madonna delle Grazie, davanti alla quale si erge la Madonnina della Pineta e nella quale si trova un coro ligneo dei primi del 1700, anche la Chiesa di San’Egidio Abate si presenta di notevole interesse, soprattutto dopo il restauro del 2003, che ha restituito affreschi originari prima ricoperti e dunque sconosciuti. Da visitare il Museo Etnografico della Pro Loco, al quale si accede dalla piazzetta dell’Annunziata.